Quali sono i siti/blog musicali più influenti in Italia? La classifica.

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Lo scorso anno The Style of Sound ha pubblicato la lista dei blog musicali più influenti al mondo. Pitchfork, Consequence of Sound, Tiny Mix Tapes, Resident Advisor, Stereogum, The Line Of Best Fit, Your EDM,Popjustice, Dancing Astronaut e Drowned in Sound sono i primi 10.

Le regole si Style of Sound sono state: solo siti web, no blog associati a riviste musicali, radio o TV.

In questo link la lista dei primi 20 internazionali.

Adesso passiamo alla classifica dei top 12 italiani, per numeri web.

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Musicisti! Questa volta i consigli ve li da Ronnie Wood: Top Five Tips!

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Il chitarrista dei Rolling Stones non certo noto per la sua fama di formatore accademico o docente universitario, ma la sua laurea ad honorem (diciamo le sue svariate) lo rendono indubbiamente tra i più autorevoli sulla piazza.

Vedrete comunque che i Top Five Tips di Ronnie sono sulla stessa linea di quelli che avete già letto in questo blog o su altri specializzati; che possiamo fondamentalmente riassumere in uno solo: LAVORARE!!!

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Si vende musica italiana, ma si ascolta quella straniera. Perché, anche noi smettiamo di ascoltare nuova musica dopo i 33 anni?

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Prendo spunto da un articolo pubblicato su SkynetAndEbert poi ripreso da CBC Music dove spiegano che generalmente si smette di ascoltare nuova musica dopo i 33 anni.

Ho fatto una piccola riprova sui gusti degli italiani scegliendo le classifiche di vendita degli album, gli airplay radiofonici e gli streaming, tre media con storicamente tre target differenti.

Andando a guardare i dati di vendita e di ascolto (radio + streaming) sorge un interessante comportamento: gli italiani preferiscono comprare dischi nostrani – gold -, ma ascoltare musica straniera.

Album venduti Brani trasmessi Brani streaming
FIMI EarOne FIMI
Clementino – “Miracolo” Ligabue – “C’è sempre una canzone” Wiz Khalifa – “See YouAgain”
Ligabue – “Giro del Mondo” Negrita – “Il gioco” OMI – “Cheerleader”
Jovanotti – “Lorenzo 2015 cc.” Cesare Cremonini – “Buon Viaggio” Ellie Goulding – “Love Me Like You Do”
Antonello Venditti – “Tortuga” Jess Glynne – “Hold My Hand” Kygo – “Firestone”
Il Volo – “Sanremo Grande Amore” OMI – “Cheerleader” Major Lazer – “Lean On”
Fabi, Silvestri, Gazzè – “Il Padrone della Festa” Jovanotti – “Gli immortali” Mark Ronson – “Uptown Funk”
Blur – “The Magic Whip” Madonna – “Ghosttown” Cesare Cremonini – “Buon Viaggio”
J-Ax – “Il Bello di Esser Brutti” Maroon 5 – “Sugar” Rihanna, Kanye West, Paul McCartney – “FourFiveSewconds”
Tiziano Ferro – “TZN” Rihanna, Kanye West, Paul McCartney – “FourFiveSeconds” Maroon 5 – “Sugar”
Marco Mengoni – “Parole In Circolo” Mark Ronson – “Uptown Funk” Jason Derulo – “Want To want Me”

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Meglio guardare Bianco che a terra (recensione live @’Na Cosetta, Roma, 23/04/15).

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Da ilFattoQuotidiano.it

Che sia nel testo di una sua canzone, così come nelle brevi frasi per riempire gli spazi tra un brano e l’altro dei concerti, o la chiacchierata birra-e-sigaretta fuori dal locale, Bianco non sbaglia mai l’utilizzo di una parola. La parola per lui ha un valore superiore alla semplice comunicazione e ascoltando il suo ultimo album Guardare per aria, si ha la netta sensazione della semplicità con la quale tutto questo avviene. “Quello che non hai mi piacerebbe riportartelo, con un regalino un ritornello da megafono, arrampicandomi su un albero a urlartelo, quello che non hai sono io”: questa è una tipica frase bianchesca, semplice, no? Eppure basta ascoltarla una volta e diventa immediatamente un classico.

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Se continuate a portare i vostri ascoltatori a comprare solo su iTunes siete ufficialmente dei…

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Prendo spunto da un infographic pubblicato su InformationIsBeautiful nel quale vengono riassunti i dati di quanto dovrebbe vendere un artista americano per ottenere il salario minimo (1260 Dollari / Mese); utilizzo questi dati per analizzare quali negozi e metodi di vendita sono i più appropriati, economici e di maggior guadagno per i musicisti con e senza contratto.

Parliamo di un musicista italiano e di un salario minimo mensile di 1200 Euro al mese.

Partiamo dal primo punto – vendita diretta:

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Dai noi è impensabile vendere un CD a 12 Euro, di solito la cifra si attesta sui 10 Euro, al limite (se online) a 9.99 Euro.
In questo caso se riuscissimo a vendere gli album ai concerti e in ogni forma diretta dovremmo riuscire a venderne almeno 120 al mese (120 x 10 Euro = 1200 Euro).

Se invece volete venderlo tramite servizi esterni, e siete così intelligenti da appoggiarvi a BandCamp, dovete calcolare solo il 15% di trattenuta per il plugin della carta di credito (e intanto evitate partita iva + camera di commercio).
In questo caso i CD da vendere al mese sono 140.
Questo il calcolo: 140 x 10 Euro = 1400 Euro – 15% (210 Euro) = 1190 Euro

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E per finire l’anno ecco i migliori errori dei musicisti italiani sul web. Sempre 10 sono.

La cover di Facebook ai tempi di Padania. Ci sono almeno 6 macro errori.

La cover di Facebook ai tempi di Padania. Ci sono almeno 6 macro errori. Adesso gli After hanno migliorato la loro presenza.

 

No.
Se siete venuti a leggere che l’aggiornamento de Lo Stato Sociale del 10 settembre era meno engagement dei precedenti, no, non è questo il post (e comunque è uno dei più notevoli “ti donerei il mio cuore, ma non si butta ma via niente del maiale” = 2.557 like, 25 commenti, 300 condivisioni) e voi direte: “Ma che cazzo vuoi indie di merda“.

Questo posto ha più la funzione di ‘come sia mai possibile che nel 2014 i musicisti continuano a sbagliare l’approccio al mondo del web per promuovere la propria musica?‘.

E quindi ecco le 10 regole e i rispettivi macro errori dei musicisti:

1. Ascoltare e partecipare = i musicisti non ascoltano, i musicisti non partecipano
L’ascolto è una delle azioni più importanti nel 2.0, anzi, la prima e principale. Se non si impara ad ascoltare non si può imparare a parlare.
Ascoltando impariamo il tipo di linguaggio, le tempistiche, i contenuti, chi parla di noi, dove, quando, come.
Per ascolto si sotto-intende anche la partecipazione attiva ai commenti, rispondere almeno ad ognuno che formula un’idea che abbia senso. Controllare ai post sulla pagina FB, le menzioni su TW, commentare lo stream di SoundCloud di un artista che ti è piaciuto. Questo è partecipare. ma anche a partecipazione i musicisti italiani non si sbilanciano mai, come se commentare i post degli altri fosse un abbassarsi troppo.

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Si stava meglio quando si stava analogici. Ma ci sono 10 nuovi modi per fare soldi con la tua musica (USA vs Italia).

24/12/2014 3 commenti
Un buon modo per monetizzare

Un buon modo per monetizzare

Se chiedete ai musicisti che suonano da più di 20 anni, quasi tutti vi diranno che quando hanno iniziato loro era più semplice. Esistevano i talent scout che andavano in giro per i locali, esistevano le etichette con anticipi interessanti, contratti; c’era molta più professionalità (magari più passione) e molto più pubblico.

Ma c’erano meno possibilità economiche per chi sceglieva l’autogestione. Adesso la situazione è completamente ribaltata: ci sono pochissimi spazi per la celebrità ma moltissime chances per la popolarità.

Vediamo quali sono i nuovi metodi per fare soldi [da un post di Ari Herstand su Digital Music News] ed essere (almeno) popolari. Con un piccolo occhiellino dedicato al mercato americano rispetto a quello italiano.

1. Crowdfounding
In tutto il mondo questo sistema è utilizzato per mantenere uno stretto rapporto tra fan ed artista: KickStarter, IndieGoGo, il nostro MusicRaiser, sono tutte piattaforme dedicate a tagliare gli intermediari della musica, ad avvicinare ancora di più la domanda con l’offerta. KickStarter, il più importante, ha aiutato a finanziare 18.000 progetti tra i quali spicca quello di Amanda Palmer che ha raggiunto 1,2 milioni di dollari. Nel 2013 debutta Patreon, la cui differenza sta nel continuo finanziamento da parte dal pubblico, non più soltanto quando fai il disco, ma anche per le singole date, per il merch, etc.
ITALIA: fare crowdfounding nel nostro paese è spesso visto come chiedere elemosina [qui su Bastonate un ottimo articolo su come viene percepito]: soltanto perché c’è qualcuno che vuole prendersi la libertà di fare come gli pare non è detto che debba essere ‘sfigato’. E’ semplicemente libero.

2. PledgeMusic
Nel funzionamento è molto simile a una piattaforma di crowdfounding, ma con una particolarità che lo differenzia dal resto: il pre-order. Su PledgeMusic artisti come Smashing Pumpkins, Korn, Ben Folds Five hanno attivato una campagna, così come gli Ash che ti permettono di ordinare il semplice CD fino a un pacchetto con il disco deluxe firmato, poster, t-shirt. Il pre-order vale per la classifica Billboard ed è utilizzato per stimolare i fan a far sì che il disco in questione debutti il più in alto possibile nella prima settimana.
ITALIA: nel 2015 MusicRaiser lancerà un servizio simile al pre-order di PledgeMusic e vedremo come andrà.

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