Due motivi per cui il mercato del rock indipendente sta morendo

Classifica settimanale WK 43 (dal 20-10-2014 al 26-10-2014)

FIMI---Federazione-Industria-Musicale-Italiana---Classifiche

1° motivo: PAOLO BENVEGNU:  posizione 46°
2° motivo: CRISTINA DONA: posizione 83°

iTunes: calano le vendite. Ma si prepara al mercato dello streaming con Beats Music

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La notizia è apparsa ieri sul Wall Street Journal e poi ripresa dal Daily Telegraph: quest’anno iTunes ha perso il 14%, un punto percentuale in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La competizione vede il più importante negozio di musica digitale al mondo perdere sempre più terreno nei confronti dei più economici servizi streaming come Spotify e Deezer.

La prossima mossa, infatti, porterà iTunes a buttarsi sul mercato dell’accesso: dopo aver acquistato Beats Music di Dr Dre e Jimmy Iovine per 3 miliardi di dollari – acquisizione che include Beats Electronics, azienda famosa per le cuffie – lo staff di Ccupertino sta lavorando alla realizzazione di un nuovo servizio streaming da includere su iTunes già dal prossimo anno.

Questo però non farà altro che velocizzare il processo di regressione del mercato musicale dopo qualche anno di stabilità e piccole percentuali di crescita.

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Pubblicazione costante, promozione costante. La vostra musica ha bisogno di molto pubblico.

28/10/2014 1 commento

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Partiamo sempre dal presupposto che una band nel 2014 può serenamente vivere in pace senza bisogno di etichette che le impongano cosa fare (tra le cose più richieste ci sono i 12/24esimi delle edizione e almeno 300 copie del CD acquistate dai membri del gruppo).

Se siete tra questi, un modello di promozione per la vostra è la ‘pubblicazione costante’. Visto che  siete liberi di gestire la vostra musica come più preferite, quindi perché rinchiudersi nel concetto di album da realizzare ogni 18/24 mesi a dei costi insostenibili?
Certo, un album vi può permettere di essere recensiti da una rivista o da una webzine, una radio potrebbe prendere più seriamente il vostro progetto, a volte anche il direttore artistico di un locale che si ritrova davanti un CD potrebbe rimanere impressionato e farvi aprire un concerto di martedì sera alle 21:00 senza cachet.

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Facebook contro YouTube: i video nella timeline supereranno gli ‘embed’? Forse si, ma non saranno migliori.

Nel 2015 potrebbe esserci una inversione di tendenza sull’utilizzo di video.
Per la prima volta, i video caricati direttamente su Facebook potranno raggiungere quelli condivisi da YouTube. Si tende principalmente a caricare le clip utilizzando lo strumento nativo de IL SOCIAL NETWORK, invece di caricarlo sul Tubo e poi condividerlo nella timeline.

Questo comportamento deriva dal fatto che grazie all’autoplay i video nella nostra bacheca partono in automatico rendendo l’engagement molto più attivo, o quanto meno da l’illusione che lo sia.

Lo studio è stato realizzato dai ragazzi di SocialBakers.com che hanno monitorato 20.000 pagine FB dalle quali hanno estratto questo dato.

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Ecco le 10 cose di un musicista che un non musicista non capirebbe mai

La Passione secondo Gazebo Penguins

La spiritualità secondo i Gazebo Penguins

Premessa: questo articolo è stato scritto da Ari Herstand, un musicista DIY americano, come ce ne sono a migliaia. In particolare, Ari collabora con Digital Music News (che vi invito a inserirlo tra i vostri preferiti) per il quale scrive articoli interessanti e pertinenti e attuali sul mondo della musica e dei musicistiUSA. Questo articolo è pensato per i musicisti americani e per il pubblico americano, io l’ho adattato a quelli italiani e per il pubblico italiano, per quel poco che ne rimane.

  1. I musicisti non suonano solo per scopare

    USA: nonostante ce ne siano molti che imbracciano una chitarra esclusivamente per rimorchiare, molti di questi poi diventano musicisti professionisti che prendono molto sul serio questo tipo di arte.
    ITALIA: nonostante ce ne siano molti che imbracciano una chitarra esclusivamente per rimorchiare, molti di questi poi iniziano a farlo di professione, per poi essere obbligati a fare altri lavori. Quei pochi che lo fanno di professione prendono molto sul serio l’arte, ma anche le groupies.

  2. Non essere famosi per noi va bene

    USA: Ci sono molto più motivi rispetto ai soldi e alla fama nel lavorare nella musica. Come ad esempio fare un lavoro che si ama. La fama può essere qualcosa che accade, ma non è certo lo scopo. I musicisti che vogliono la celebrità sbagliano le intenzioni e falliranno.
    ITALIA: Ci sono molto più motivi rispetto ai soldi e alla fama nel lavorare nella musica? Si, ma poi fai la fame. I musicisti che vogliono la celebrità sbagliano le intenzioni e falliranno? Falliranno comunque, allora tanto vale ricercare la fama e i soldi. Fare un lavoro che si ama? Spesso il musicista italiano è obbligato a fare un lavoro che non ama per farne uno che ama.

  3. Siamo artisti. Gli artisti sono strani

    USA: Vi siete mai chiesti perché il giorno del ringraziamento siamo gli unici con un’acconciatura strana, tatuaggi spaventosi e vestiti troppo stretti per i vostri gusti? Il motivo è perché siamo artisti e ci piace esprimere la creatività sotto ogni aspetto. I capelli e i vestiti sono solo un paio di questi aspetti. Vuoi conoscerne altri? Stai attento a ciò che desideri.
    ITALIA: Vi siete mai chiesti perché il giorno di Natale siamo gli unici con un’acconciatura strana, tatuaggi spaventosi e vestiti troppo stretti per i vostri gusti? Non lo capireste mai perché siete troppo abituati a vedere la musica in televisione invece di ascoltarla. E pensate che nella realtà non esistono quelle persone, e per voi è molto più importante il vostro pranzo di Natale del rispetto che dovreste avere per la nostra creatività.

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ATTENZIONE! Calano le vendite, nessun album supera il milione, solo il vinile aumenta!

15/10/2014 3 commenti

vinyl2014

Il 10 ottobre in un articolo pubblicato su Billboard sono comparsi i dati relativi alle vendite al terzo-quarto del 2014.
Si riferiscono al mercato americano, ma possono essere serenamente presi e messi davanti a noi nel tempo, come un oracolo.

Brani più venduti
2013: 80 brani superano il milione
2014: 60 brani superano il milione

Major più influenti (in percentuale sul mercato) + indies
2013: Universal 38.3%, Sony 29.1%, Warner 19.7%, Indipendenti 12.3%
2014: Universal 38.8% (=), Sony 27.7% (1,4%), Warner 19.4% (-0,3%), Indipendenti 13.7% (+1,4%)

Download – singole tracce
2013: 974.6 milioni di download
2013: 848.5 milioni di download (-12.9%)

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Monetizzare su YouTube (e su DailyMotion e Vimeo) in 10 punti: guida intergalattica per musicisti.

13/10/2014 2 commenti

YouTube-blood-money

Partiamo subito con la domanda: quanto si potrà mai guadagnare con YouTube?

Non esiste un tariffario e YT non vuole che vengano divulgate questo tipo di informazioni, perché ogni video, ogni tipo di azione, ogni editore ha un fattore differente

Si parte da 1$ ogni 1.000 views – nella stragrande maggioranza dei casi; fino ad arrivare a circa 10$ sempre per 1.000 views, soprattutto nei video lunghi come le web series.

Perché lo fa?

YouTube ha scelto di spartire parte della fetta pubblicitaria con i proprietari delle immagini e della musica per evitare che possano fuggire verso altre piattaforme e per invogliare i grandi aggregatori-editori a rimanere (ad esempio Mediaset ha preferito fare il suo sito dove vende direttamente pubblicità).

Ecco i punti fondamentali per ottenere da YouTube uno stipendio (o quanto meno riuscire a pagarci la sala prove)

1. Diventa Partner di YouTube
Aha! E’ il primo passo da fare per intraprendere un rapporto professionale con YT. Puoi guadagnare dai banner che appaiono sul tuo video, così come dai banner sulla destra. Non è molto difficile iniziare a fare qualche Euro, ma allo stesso modo è quasi impossibile diventarci ricco.
Difficoltà per un musicista: 2

2. Proteggiti con Content ID
Nel caso avete già iniziato a monetizzare, è importante proteggere i vostri contenuti ed evitare che vengano scaricati contro la vostra volontà e condivisi in maniera ‘non monetizzante’. Content ID è uno strumento gratuito che vi permette di identificare il materiale originale.
Difficoltà per un musicista: 4

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